Architettura sociale

AUTORECUPERO  E COHOUSING : LA CASA DI VIA DELLE TORRI A FIRENZE 

Costruire la casa con le proprie mani e costruire progetti comuni consente di affermare  che avere una casa è un diritto di tutti, che si può realizzare con il lavoro collettivo, vivendo dentro la casa e in rapporto con la città. Il Bando della Regione Toscana “Misure Straordinarie, urgenti e sperimentali” nel programma di ERP per: “Progettazione e attuazione di interventi pilota” con un avviso pubblico riservato ai Comuni toscani. Al punto 1.C: “interventi di autocostruzione o autorecupero di alloggi destinati alla locazione o altro titolo di godimento”, prevede un finanziamento a fondo perduto, richiede come requisiti delle assegnazioni: un reddito basso, che non ci sia il possesso di una casa di proprietà e di essere residenti in Toscana. Il Comune di Firenze mette a disposizione alcuni edifici, tra cui la casa colonica in Via delle Torri, nel quartiere dell’Isolotto. Da anni cercavo e studiavo la possibilità di agire per un abitare nuovo e possibile per tutti. Fondai la nuova Associazione, cui si diede nome “Associazione Autorecupero Cohousing Le Torri”. La parola Cohousing ha voluto indicare l’intenzione della modalità collaborativa in cantiere e nel futuro abitare collettivo. La questione dell’abbandono di beni pubblici è nostro grande interesse. Il possibile recupero di proprietà pubbliche rappresenta non solo un esempio importante, come è per le realizzazioni private, ma, poichè la proprietà è destinata a rimanere pubblica, assume il valore di  una possibilità per tutti. 

Misi a fuoco quella che ritengo essere l’originalità della proposta: 

AMBIENTI COLLETTIVI o cohousing: la costruzione mette al centro del progetto locali e spazi tecnici in comune che permettano spicchi di vita collettiva fra residenti di generazioni diverse, condivisione di tempi di ozio, biblioteca, sala musica, laboratori con attrezzature ecc. in comune.

 AUTORECUPERO, che porta già in sé 2 pratiche favorevoli: il risparmio dei costi nell’opera di realizzazione e il costruire in modo collettivo, ponendo le basi di una futura collaborazione per la gestione di tutta la casa. 

SERVIZI RIVOLTI VERSO L’ESTERNO, il quartiere, la città. Incontri, corsi, spettacoli, mostre, feste per i bambini e per gli adulti, riunioni con altre associazioni, con comitati cittadini. 

SALVARE IL PATRIMONIO PUBBLICO. Salvare dal degrado gli immobili pubblici inutilizzati e salvaguardare la ricchezza della proprietà pubblica. Essere un esempio per le Pubbliche Amministrazioni, senza reperire entrate dalle alienazioni, così perdendo per sempre la ricchezza dei beni pubblici.

L’edificio, proprietà del Comune di Firenze, fa parte del complesso monumentale di Villa Vogel, sede dell’Amministrazione del Quartiere 4, ed era una colonica al servizio della Villa, nel quartiere dell’Isolotto. La strada degli ingressi ha le caratteristiche proprie di una storia agricola: sviluppo a serpentina e muri di cinta, sul retro un magnifico parco pubblico in continuità col piccolo giardino privato. Dalle finestre della casa, un enorme leccio secolare e gli scoiattoli che corrono sul prato. L’edificio è di dimensioni contenute (circa 600 mq, compresa una cantina), realizzato con tecnica costruttiva e materiali tradizionali non di pregio, comunque sottoposto ai vincoli di competenza della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per la connessione alla Villa. Prima dei lavori non era utilizzato da molto tempo e si presentava in pessimo stato di manutenzione. La finalità dell’intervento edilizio è il restauro conservativo dell’edificio, con la realizzazione di 7 alloggi per residenze, oltre all’ottavo collettivo a piano terra e seminterrato. 

Il recupero dell’edificio è stato affrontato esclusivamente con le proprie forze, tutto in autorecupero, escluso il minimo richiesto per la certificazione, eseguito da ditte di impiantistica. Le abitazioni sono date in locazione con un contratto trentennale ed al costo dell’affitto verrà scomputato il lavoro di autorecupero, a conti fatti ad euro zero, per la durata di trent’anni. 

La mole del lavoro da affrontare ha imposto un minimo di 16 ore settimanali svolte nel fine settimana, nei giorni festivi o recuperando qualche ora alla fine del lavoro quotidiano. I lavori da affrontare sono stati tantissimi e su ognuno di essi è stata fatta costantemente una ricerca per mantenere minima la spesa. Il processo dell’autorecupero include necessariamente tante riunioni, dentro e fuori dal cantiere, le scelte vanno tutte condivise. E questo è ancora un altro considerevole onere che toglie tempo al riposo, ai rapporti personali, alla vita normale insomma. Anche a lavori non finiti e fin da subito, abbiamo utilizzato alcuni spazi pubblici vicini del Comune di Firenze, per organizzare incontri, mostre e feste e momenti per i bambini; abbiamo coinvolto altre associazioni, comitati cittadini e pubblici amministratori. 

La nostra impresa ha richiesto una tenacia particolare, ma l’obiettivo, quel tipo di casa, molto bella, e di futura  gestione collettiva, è una motivazione che, negli alti e nei bassi, ci ha permesso di procedere e raggiungere l’obiettivo.

SPERIMENTARE AGRICOLTURA URBANA ORTI/GIARDINO IN CITTÀ 

Realizzare orti urbani, orti didattici e giardini collettivi dentro la città, per promuovere l’agricoltura urbana. Il programma di sperimentazione: a Firenze nel Giardino Pettini-Burresi e a San Salvi, in un area dell’Isolotto e in piazza Dalla Piccola.

Utilizzando esclusivamente risorse proprie, ma soprattutto sulle conoscenze aggiornate secondo le più recenti ricerche nel campo, viene offerta una sperimentazione riproducibile in tutta la città. L’Associazione OCA (Orti Collettivi Autogestiti) è stata costituita da ragazzi del Collettivo della Facoltà d’Agraria e da Anna Guerzoni

RESIDENZE TEMPORANEE IN CASA ROSSA, PONTASSIEVE (FI) 

Progetto primo vincitore per il Comune di Pontassieve, con finanziamento della Regione Toscana per Misure Straordinarie, ERP 2003-2005. Il progetto sulla Casa Rossa riguarda residenze temporanee che accolgono persone in situazioni di emergenza, sfrattati, immigrati, donne separate con figli. Piccoli appartamenti accoglienti e molti spazi collettivi per creare condizioni di socialità. 

L’intervento ha lo scopo di fornire anche i mezzi necessari per bisogni primari, compreso il sostegno nella ricerca di un lavoro. Questo per un tempo necessariamente limitato (dai 4 ai 6 mesi). La temporaneità descrive la precarietà del residente, che non potrà avere un senso di radicamento nel luogo che lo ospita, ma potrà avere un aiuto ed una sollecitazione a superare il momento critico della propria vicenda sociale. Perciò sono previsti spazi collettivi di socializzazione come stimolo al superamento della fragilità soggettiva.

 Per evitare lo scollamento tra gli ospiti temporanei e la cittadinanza e per evitare un sistema residenziale isolato dalla città, sono stati previsti degli spazi che ospiteranno le associazioni del posto: una sala è destinata alle associazioni e una sala per le cene. L’opera di ristrutturazione della “Casa Rossa” prevede anche la riqualificazione dell’area adiacente all’immobile, anch’essa di proprietà comunale, e che al momento si presentava come un terreno incolto in stato di abbandono. Sarà creato un parco urbano per i residenti della struttura e per tutti i cittadini.

EX CONVENTO LEOPOLDINE A FIRENZE – ALLOGGI A GESTIONE CONDIVISA (COHOUSING) 

Una parte del complesso delle Leopoldine, presso piazza Tasso a Firenze è in totale stato di abbandono, il solaio al piano primo è puntellato estesamente, in passato è stato interessato da un incendio. 

Sottoposto a penose vicende, anche giudiziarie. La fondazione del complesso parte dal secolo XI con sviluppi e variazioni nei secoli successivi, fino ad oggi proprietà del Comune di Firenze. 

E’ stata fatta una proposta di fattibilità per restauro, risanamento e trasformazione per 20 alloggi e grandi spazi comuni a gestione condivisa (cohousing).