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Allestimento per una mostra di pittura Roma 1993
La mostra della pittrice Roberta Pugno era ospitata in una galleria con ambienti molto diversificati fra loro: dal cortile si passava a varie sale anche non comunicanti fra loro e ad un seminterrato o, meglio, cantina, voltato a botte.
Si decise di rendere importante la corte d’ingresso, tanto che alcune opere furono poi esposte anche all’esterno.
L’ombreggiamento e la schermatura dei palazzi incombenti, furono creati dall’istallazione di due pali a cui furono coordinati gli agganci di teli bianchi tesi e ruotanti a spirale. I teli erano poi fissati alle pareti perimetrali del cortile. Si ottenne un fresco movimento di vortice. Ci fu chi ravvisò in quella tensione raggi o fili come sguardi e chi li pensò come una edizione di, più famosi, “panni stesi”.
Il seminterrato, come per le cantine adatte all’invecchiamento del vino, venne ricoperto il pavimento della cantina di ghiaia, di due pezzature, e di sabbia.
L’ambiente, già di per sè suggestivo per l’ombrosità e la cupezza, diventava emozionante per le sensazioni al calpestio: affondare il passo nella sabbia, poi passare ai diversi rumori del passo nel procedere nella sala. Le tavole erano tese con tiranti di acciaio e bloccate a terra coi sampietrini di basalto delle strade.