Centro turistico-terapeutico,                  Provincia di Oristano   2002/04

Un medico, una donna medico, decide di abbandonare la sua attività nel nord frenetico per trasferirsi nella solitaria Sardegna, al centro di una grande piana eccezionalmente ricca di acqua. Vuole costruire un centro che sia occasione di riflessione e, insieme, di attenzione al corpo, prestando le sue specifiche cure di medico.  Vuole, inoltre, che tutti gli spazi, esterni e interni, si offrano senza barriere a chi conduce tutte le attività della propria vita in carrozzina. Il progetto deve intervenire in un lotto di tre ettari, in cui sono presenti ruderi di edifici e di un grande magazzino. Si cerca, prima di tutto, una linea, un nastro, per legare gli edifici sparsi - che, per norme, devono rimanere sulla traccia preesistente - e un punto di vista che li abbracci contemporaneamente. Viene risolto spostando l’accesso al lotto e creando una diagonale, la strada d’ingresso, che lo attraversa, equidistante dalle case.  E ancora, costruendo due linee curve intersecanti, che leghino gli edifici. Queste linee vengono rafforzate con la vegetazione, un viale di ulivi, e da lunghissime pergole.