Piazza Vittorio Veneto                                           Avetrana (TA) 1993

Al centro della cittadina la piazza civica. La forma attuale è stata voluta per valorizzare il carattere sociale e renderla fulcro e ritrovo collettivo lasciando sgombro lo spazio centrale. E’ stata ripristinata la tradizionale pavimentazione, recuperando le vecchie “basole” in calcare bianco.
Lo spazio è definito e delineato dal perimetro dei bei palazzi e, arrivando dalla via centrale, dalla stecca rettilinea della panchina all’ombra di aranci amari.
La panchina, lunga 20 metri, ha un profilo a “K”. La struttura in fusione di ghisa, la seduta a sbalzo  e lo schienale in doghe di legno iroko.
Più avanti, a terra, un cerchio in pietra rossa e l’orma monumentale dell’albero: l’olivo secolare, trapiantato nella piazza dopo l’espianto da un antico oliveto.
Sul fondo della piazza, il tratteggio di un’alta inferriata para la scala che scende al frantoio ritrovato con gli scavi dei nuovi lavori. Il trappeto ipogeo, scavato nel tufo, si nasconde sotto la soletta del piano della piazza e il varco di accesso è il taglio a unghia formato dalla doppia curvatura delle pareti in pietra di Carparo. Sulla pietra è stato inciso un graffito che accompagna nella discesa verso l’ipogeo, come in tante grotte pugliesi dove uomini cacciatori diventavano poeti disegnando le loro donne.

La trave obliqua ha un taglio longitudinale che permette all’acqua di uscire a pioggia, cadendo sulla griglia a terra. L’altezza della fontana consente di attraversare il doppio velo di acqua e di potere farsi bagnare come da una pioggia primaverile. Sul fronte, il marmo di Biancone di Orosei è intagliato e, a incasso, è creata una maschera nera di Basalto. Due rubinetti, uno in alto per gli adulti e uno in basso per i bimbi, sono inseriti per dissetarsi.