Piazza S.Sofia. Pianta                                           San Vero (OR) ‘95/97

La bellissima chiesa era soffocata dal piano della strada provinciale, posto a un livello molto più alto dell’ingresso in facciata. Lo slargo frontale era completamente occupato da aiuolette con cespugli spinosi. A destra e sinistra della facciata lo spazio era precluso da muretti e recinzioni.  La sfida era costruire unità e omogeneità dilatando virtualmente lo spazio reale carente.  Se la “principessa” era la chiesa, tutti gli oggetti si dovevano rivolgere a lei: il segno compositivo fu, quindi, la curva che abbracciava i fianchi, la retta obliqua che partiva da essa e di nuovo la linea curva che riconducevano lo sguardo, dall’intrico dei vicoli retrostanti, al rosone di trachite rossa. Per ottenere il piano della piazza alla stessa quota della chiesa fu necessaria una delicatissima opera di sbancamento del terreno anche intorno alle case, con ricostruzione delle fondazioni e di tutti i sottoservizi. L’apprezzabile dislivello fu risolto dalla scala triangolare e da un muro di contenimento trasformato in fontana che, arretrato rispetto alla vecchia strada, conquistava spazio davanti alla chiesa. Il rifacimento della strada carrabile, che si ricongiunge al precedente piano stradale, è in acciottolato con fasce a lastre di basalto.